
Succede nella vita, agli spiriti liberi ed impulsivi, di tornare sui propri passi e di sbagliare. E così, dopo tre anni dei famosi viaggi in lungo e in largo a cercare aziende per riempire il contenitore fieristico, ho pensato bene, di cedere alla curiosità del lavoro ‘in famiglia’, anche se per una branca dell’azienda che di famiglia non era piu totalmente.
Avrei finalmente visto quelle macchine che a getto continuo, sfornavano stampati di ogni genere e tipo, da vicino.
Non era ben chiara la posizione che avrei avuto, a metà strada tra la grafica e la ricerca di clienti, mi ritrovai scaraventata in un soppalco di vetro di un capannone industriale chiassoso e movimentato, dove, da subito, mi resi conto dell’aria che tirava. Essere parte rappresentante della proprietà, o meglio dare l’idea di essere messa lì da un capo più alto del capo stesso, non ha così giovato alla mia persona.
Insomma, mi ritrovai a trent’anni suonati, a fare più spesso la trasportatrice di lastre e pellicole tipografiche da e per le aziende fornitrici, che altro. Sottopagata ovviamente, con un contratto che ancor oggi non saprei definire cos’era… insomma, quel ‘bene, ma non benissimo’ che va tanto di moda oggi come espressione.
Certo completamente inutile quell’anno non fu. Un tetto sulla testa non me lo dovevo pagare, per cui cercai di stringere, come si suol dire i denti, e mi misi nelle condizioni almeno di capire il funzionamento di quel lavoro, che spesso e sovente era sempre per ieri. Soprattutto per i famosi biglietti del calcio, che erano tanti e sempre urgenti durante il campionato di Serie A. Non ho mai adorato così tanto il calcio, ma l’idea che ci fosse la mia mano grafica su qualche biglietto di partite importanti, ha reso sicuramente meno ‘inutile’ la mia presenza in quel posto.
Così facendo arrivai al 2000 con un piccolo bagaglio in più e con la consapevolezza che i passi indietro e i ricominciamenti richiedono spirito di adattamento, ma non sempre sono esperienze straordinarie da aggiungere ad un curriculum.
Mi sarei ben presto ripresentata alla porta del precedente lavoro e per mia fortuna, non trovai la porta chiusa.
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