Ciao 2020.

In un attimo non mi sono accorta che siamo in un nuovo decennio e che qui, manco da ben prima di Natale. La solita sbadata sognatrice…

Nel frattempo ha battuto a ritmo incalzante il tempo del tanto atteso (non si sa bene da chi) Festival della canzone italiana… su cui facciamo un bel salto a piè pari, perché solo a nominarlo mi viene l’orticaria. Catapultati in quel di Parigi, e nella sua settimana modaiola, ho assistito via social all’ultimo lampo di genio di quel mostro sacro di Gautier che dopo 50 anni di onorata carriera, saluta le passerelle e promette nuove meraviglie nello showbiz e se tutto va bene, sarà un successo, ma non ci è dato di sapere quando avverrà.

Le giornate più fredde dell’anno, si sono abbattute sulla mia amata Costa Azzurra, il che non ha avuto nulla di positivo sulla mia motivazione all’uscita. Avrei dovuto seriamente riappropriarmi del passo spedito verso il raggiungimento dei miei obiettivi, nonostante il gozzovigliare di fine anno non abbia minato il numerino sulla bilancia. Le scarpette nuove, erano pronte alla sfida, per il momento però, sono uscite solo a forgiare il piede.

Da lì a poco si sarebbe fermato il pianeta. Ma io avevo anticipato i tempi del lockdown e il mio micro cosmo si era fermato dall’ultimo viaggio in Italia. Il mondo stava per cristallizzarsi nel momento più tragico di tutti i tempi, dopo la seconda guerra. Non avremmo visto altro che le mura domestiche ed un pezzo di cielo dal balconcino su cui stavano mettendo i germogli i fiori del gelsomino.

La vita avrebbe cominciato a modificare le nostre prospettive e soprattutto le nostre priorità. Tempo di ricominciarsi e riprogrammare il futuro.

Oggi è il giorno 75. Tutto fila liscio, la prospettiva è il traguardo dell’11 maggio. Abbiamo una data, che ci fa almeno sperare di poter posare un piede sulla sabbia. E sarebbe già la più grande conquista di tutti i tempi.


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