
questo è un oggetto prezioso che mi ricorda una nonna che ho amato molto
https://it.wikipedia.org/wiki/Lenci_(azienda)
Eccolo lì, che mi guarda bello come il sole. Sembra dire « e adesso? »
Il foglio bianco che spaventa, come quel primo giorno di scuola. Poi, in epoche moderne, posi le mani sulla tastiera, e lei comincia ad andare, via, liscia come l’olio, con le parole che saltano fuori come i funghi d’autunno dopo una giornata di pioggia.
Cominciai un blog anni fa, o almeno così voleva assomigliargli; era nata l’idea di un blog di ricette, d’altro canto la mia nuova vita era strettamente legata alla cucina. Mi ero appena trasferita a Cannes, e nonostante le mie giornate fossero belle piene di organizzazione quotidiana di una vita a due, con una casa da mettere in piedi, seppure un piccolo nido, non volevo abbandonare la tastiera di un computer che per anni era stata la mia compagna fedele, spesso per oltre 10 ore al giorno.
Avevo cominciato a metter giù una marea di ricette, anni prima, ne avevo organizzato un manoscritto intero, con pazienza e fatica, addirittura con la balzana idea di un libro, era circa il 2002. Ma a quel tempo il lavoro incombeva e impattava forte nella mia vita, e non c’era davvero il tempo per questo genere di amenità. (Male…molto male!!)
Dal ‘94, anno della mia uscita dallo IED con un diploma in pubblicità, non mi ero più fermata un attimo. Avevo scelto di lavorare in comunicazione, e dopo un paio d’anni di esperienza in una piccola agenzia di pubblicità nella mia città, qualcuno aveva notato in me potenziali doti organizzative e di relazione. Ed è così che nel ‘96, comincia il mio lavoro in ambito commerciale in una società che commercializzava spazi pubblicitari su diversi veicoli e organizzava fiere. Nello specifico quella di Cuneo e diverse altre, molto note ai tempi, a Torino Esposizioni. Ed è esattamente da una piccola manifestazione legata al territorio transfrontaliero Piemonte-Francia, che è cominciato tutto. Conoscevo si il mio territorio e la vicina Francia, ma non mi ero mai occupata di una manifestazione nella mia vita. Era una sfida che mi sembrava impossibile. Fu una bella scommessa, si partiva da zero. Internet, faceva appena capolino in Italia nel mondo aziendale (terribilmente in ritardo sulla tabella di marcia mondiale) e per contattare le aziende non esistevano che due modi: il telefono e l’automobile. Le aziende stavano cominciando ad ad attrezzarsi di siti e di e.mail, ma la strada era ancora lunga. Che a pensarci adesso, scappa da ridere, visto che senza uno smartphone, non andiamo più neanche nella stanza accanto. Anche i portatili erano quasi un miraggio, per pochi e carissimi. Ma divenne ben presto un investimento necessario. Che ovviamente, come l’automobile dei sogni, pagò anticipatamente papà. Avevo già 28 anni.
Tardona direte!! Beh, dopo il precedente diploma in ragioneria conseguito con un anno di ritardo nel ’89, avevo preso una strada che si era imposta, come spesso capita, da una famiglia che avrebbe tanto desiderato farmi entrare nelle aziende di casa. Ma no…. Feci un paio di anni di apprendistato da ragioniera commercialista…e al momento di cimentarmi nell’esame di stato, mi sono letteralmente guardata allo specchio e mi sono posta la fatidica domanda. « Davvero è questo quello che vuoi fare? »…. Ma neanche per sbaglio!!! Passare la vita a fare i conti in tasca alla gente? Ma per carità… Io? Quella che non sapeva tenersi in tasca neanche il soldino per le caramelle, da bambina?! Così, sempre con grande gioia dei paganti, finalmente trovai pace e visto che il liceo artistico non me lo avevano fatto fare, trovai nello IED la mia oasi di sfogo creativito. I 4 anni più belli della mia vita!! Formativi sotto tutti i punti di vista. Torino, casa condivisa con una marea di architetti, tutte donne, sorella compresa. Un crocevia di vite, di libri, di cene, di feste memorabili, di musica perennemente accesa e di conoscenze pazzesche. Amici, professori ed esami… Quelli tanti! Come all’università…ma con scadenza obbligata ad ogni anno.
Quattro anni incredibili, nel pieno dei ’90…ve lo immaginate?! Gli anni della pubblicità…quella che stavo studiando e di cui ho conosciuto tutti i grandi artefici. Tutti sono passati per i nostri banchi, in qualità di mentors, anche l’ineguagliabile uomo con il nero cappello… parlo di quel genio assoluto di Armando Testa. Ma erano anche gli anni della nostra musica, gli anni della tekno, dei rave, degli esordi dei Subsonica… Li ricordo, in piazza Statuto, alla festa della scuola, era carnevale, io ero Cleopatra…un abito pazzesco affittato al teatro Alfieri in Piazza Solferino…loro bazzicavano da quelle parti, come gli atri…i mods, con le loro lambrette, quelli che ora tutti conosciamo come gli Statuto. Erano i tempi delle feste studentesche nelle discoteche, dei Murazzi ai tempi d’oro, dei fidanzati che andavano e ….andavano…come era giusto che fosse. Gli anni del week end a casa, per fare provviste da mamma che spignattava per le razioni di cibo sano della settimana, e via si ripartiva, la domenica sera. Pendolari del sapere… (malinconia).
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