Carosello
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Ma torniamo al momento dell’auto dei sogni…

La mia prima adorata Golf bianca. Sognata fin da ragazzina nella versione cabriolet, vista in qualche spot pubblicitario ovviamente, dovetti orientarmi su qualcosa di più adatto al nostro clima montano e optai per una versione tre porte Turbo diesel 1.9. di tutto rispetto. La sola idea che un’auto del genere potesse dare del gas…mi faceva tamburellare il piede a terra, perché non c’era tempo da perdere!! Nel limite del consentito bisognava andare, e possibilmente mai in ritardo ad un appuntamento, ma senza rischiare troppo….impavida!!!

Avrei passato i miei seguenti 15 anni quasi prettamente in auto. Bizzarro che oggi, le giovani generazioni se non se la ritrovano nuova fiammante a 20 anni…sacrilegio!! Ma io le ossa come guidatrice me le ero fatte sulla macchina di mamma nel traffico di Torino nel periodo universitario, come tutti noi fratelli d’altro canto, prima di raggiungere il dovuto tempo per una macchina propria. Sembra strano?! Beh, bisognava meritarlo. Ed un lavoro finalmente serio era assolutamente l’occasione opportuna. Come sempre per le donne c’era da sgomitare un po’ di più, e ahimè a guardarsi intorno non sembra che le cose siano cambiate poi così tanto nemmeno adesso, anche se ce la stiamo mettendo tutta in tantissimi ambiti.

Nel mondo del lavoro funzionava proprio cosi, non era tutto scontato. Manco per niente!! Dio solo sa quanto mazzo bisognava farsi, da donna, per sgomitare in un mondo lavorativo fatto prettamente da galletti in gessato, per di più imprenditori, ma anche di proprietari di aziende con le mani sporche di grasso, senza cadere nella trappola delle lusinghe e degli apprezzamenti fuori luogo. Eh si, era con quelli che mi sarei interfacciata nella mia, seppure piccola, carrierina. Quanti ne ho messi a posto, con sguardo da presa per il culo (sdoganiamo sto culo…che siamo a milioni!! cit. Spora #milionidiculi) e con intelligenza!! Di questo si, vado molto fiera. Soprattutto dell’educazione ricevuta, ma anche della capacità evidentemente innata di tener testa!! Leone…non a caso. Anche perché a posteriori, guardandomi indietro posso davvero dire di aver sempre ottenuto il rispetto e il riconoscimento di moltissimi.

Tutto questo ovviamente, previa apertura della famosa e tanto temuta partita Iva, che mi avrebbe accompagnata, tra gioie e dolori fino al 2010. Avrei avuto in cambio la libertà di gestire in autonomia il mio ruolo di monomandatario e quindi il mio tempo. La cosa piu importante…almeno così credevo.

Si viaggiava, in lungo e in largo, per una bella fetta d’Italia… senza navigatore ovviamente, per portare a casa non solo certamente la pagnotta, ma le aziende, i brand, i nomi altisonanti dell’imprenditoria, oltre a quella locale se era possibile, che avrebbero riempito quegli spazi espositivi, come i giusti tasselli di un puzzle…formato gigante. E negli ultimi anni lo era diventato davvero, oltre 60.000mq di spazi da riempire. E che ci vuole, dirà qualcuno?! Beh, rispondo: provaci!! Organizzazione mentale, tanta pazienza e capacità di vendere… anche quello che non c’è. Era tutto sulla carta, per chi non ne sapeva assolutamente niente di una fiera di commerciale del nord ovest d’Italia. E tutto questo in tempi stretti. In autunno si pianificava, si disegnavano gli spazi su carta, planimaetrie, annessi e connessi, si identificavano i temi da sviluppare e con l’inizio dell’anno successivo si partiva a contattare le aziende, che per la maggior parte fortunatamente erano già a portafoglio, ma non bastavano mai. E allora ti attaccavi al telefono, ore ed ore, a contattarne di nuove, cercando di fissare il famoso appuntamento in cui poi te le saresti giocata tutta.

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